Chaplin OFF
Nel piccolo teatro dell’Oratorio Santo Stefano a Tuoro, Boz Produzioni Artistiche, in questa stagione 25/26, ha organizzato la seconda edizione della Rassegna di Teatro off “Mono Locale”. Opere profonde, dense, di «teatro che non dà risposte, ma provoca interrogativi».
Sabato scorso Charlie Chaplin, l’uomo dietro la maschera, scritto e diretto da Franco Nappi, con Mario Autore nei panni di Chaplin, Chiara Vitiello a dar corpo alle donne del regista e lo stesso Franco Nappi che interpreta Sydney, il fratello maggiore dell’inventore di Charlot.
Ottantotto anni di vita che ha attraversato tutto il Novecento condensati, meglio, sublimati, in un’ora di spettacolo a tre voci. Infanzia, povertà, abbandono, spaesamento, conflitti e gelosie familiari, primi successi, la fama, la ricchezza, la vita privata e le inimicizie artistiche e politiche, l’esilio, il genio. Tutto Charlie Chaplin affidato alla grande prova di Mario Autore, capace di cambiare registro in maniera assai efficace, facendo arrabbiare, soffrire, gioire, ridere gli spettatori in sala.
«La scrittura nasce nel 2019 per la mia passione per Chaplin stesso, testimone “attivo” del 900, personaggio poliedrico, complesso: inizio le ricerche e mi concentro sui rapporti umani principali e sulla influenza creativa di quelli con il fratello e la madre e in questo intreccio di rapporti si inseriscono i temi, i problemi forti del ‘900, compresi quelli che quando la scrittura è iniziata, sembravano assai lontani».
Arriva il Covid e l’impossibilità di fare scena, continua a raccontarmi Nappi, e lo spettacolo prende finalmente vita quando prima dell’apertura dei teatri c’è l’opportunità di una specie di “teatro in salotto”, nelle case, senza assembramenti.
«Quando finalmente abbiamo l’opportunità di una scena vera, con Chiara e Mario inizia anche un lavoro di affinamento e completamento del testo, frutto di molte ore di una specie di brainstorming fatta sul personaggio e sulla sua vita privata. Nascono anche delle soluzioni, come le parodie sui due matrimoni lampo, e precisiamo anche i contesti storici, la povertà e l’abbandono degli ultimi, la guerra e le dittature, il successo e il maccartismo, la genialità a braccetto con l’ingenuità».
La rassegna Mono Locale continua il 13 dicembre poi fino ad aprile un appuntamento al mese, l’occasione invece di assistere a questa brillante narrazione su Chaplin è per il 21 dicembre a Napoli Teder Teatro del Rimedio in Via Flavio Gioia.
Davvero consigliato, perché il finale, con il celebre discorso all’umanità del protagonista del “Grande Dittatore” emozionalmente recitato da Mario Autore si conferma essere, insieme, un colpo fermo e una carezza al cuore, e anche tristemente contemporaneo.
«Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l'abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell'uomo, reclama la fratellanza universale. L'unione dell'umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone»
Alessandro Manna per "il Caffè!"
Fonte: il Caffè
